Niente giri di parole: quest’anno il Salone di Parigi non ci sarà. Il motivo? La pandemia di Covid-19, ma anche un dramma che il mondo dei saloni automobilistici si trascina da ben prima dello scoppio dell’epidemia. In ogni caso, non tutto è perduto. 

Salone di Parigi: cos’è

Il Mondial de l’Auto (o più semplicemente il Salone di Parigi) è uno storico evento automobilistico fra i più importanti al mondo. Vide la luce nel 1898 e da allora è sempre stato un faro per gli appassionati. Può vantare della presenza costante di tantissime case automobilistiche pronte a mostrare i loro migliori modelli e a svelarne di nuovi, con un occhio di riguardo per le concept car.

Il salone, sebbene sia nato come un appuntamento annuale, dal 1977 è diventato un evento a cadenza biennale. Si svolge negli anni pari al fine di evitare una sovrapposizione con il Salone di Francoforte che, dal prossimo anno, si trasferirà a Monaco.

L’edizione rivoluzionaria

La 121esima edizione del Salone di Parigi, in programma dall’1 all’11 Ottobre 2020, avrebbe dovuto rivoluzionare il format al quale siamo abituati. L’evento complessivo avrebbe preso il nome di Paris Motion Festival, comprendendo il già noto Salone di Parigi e nuovi eventi plasmati totalmente con un’unica idea in testa: l’innovazione. Ecco quindi che arrivano Movin’On, Smart City e altri eventi sul territorio circostante. In particolare, Movin’On ruota attorno all’innovazione ed è dedicato alle imprese che desiderano farsi largo nell’universo automotive, rinnovandosi e mirando alla mobilità sostenibile. Tutto ciò resta confermato per il 30 Settembre 2020.

Le parole degli organizzatori del Salone di Parigi: non tutto è perduto

“Gli eventi Movin’On, Smart City e quelli in città non sono messi in discussione al momento”, fanno sapere gli organizzatori, che proseguono specificando che continueranno a studiare tutte le soluzioni alternative in stretta collaborazione con i loro partner principali.

Per quanto riguarda il Salone, invece:

“In considerazione della gravità della crisi sanitaria senza precedenti di fronte al settore automobilistico, duramente colpito dall’onda dello shock economico, che gioca la propria sopravvivenza, siamo costretti ad annunciare che non saremo in grado di mantenere nella sua forma attuale il Mondial de l’Auto a Porte de Versaille per la sua edizione 2020. (…) Nulla sarà più come prima e questa crisi deve insegnarci a essere snelli, creativi e innovativi più che mai. Continueremo a tenervi informati, in tempo reale, non appena verranno prese le decisioni”

La crisi dei saloni

Le parole degli organizzatori del Salone Di Parigi sembrano quasi, paradossalmente, porre l’attenzione non tanto sulle difficoltà di organizzare e gestire una rassegna motoristica capace di convivere con il Coronavirus, quanto sulla crisi del settore auto e dei trend in declino dei saloni internazionali. Tirando le somme, tutte le ultime kermesse hanno registrato meno visitatori e importanti marchi assenti in un circolo vizioso che, anno dopo anno, si auto-alimenta a velocità crescente e che, con la pandemia di Covid-19, si è movimentato con il turbo. Se la crisi economica ha inequivocabilmente dato inizio al trend, l’incapacità di rinnovarsi ha probabilmente inciso sulle difficoltà dei saloni. A quanto pare, le nuove tecnologie dal mondo automotive non bastano come carburante per   attrarre nuovi visitatori. Questo ha reso meno attraente la partecipazione anche dal punto di vista delle case automobilistiche che hanno iniziato a dubitare dell’efficacia strategica degli investimenti economici necessari per prendere parte agli eventi. Forse la soluzione risiede, ancora una volta, nell’innovazione.

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